L’apprendistato: un modello passato che guarda al futuro

L’apprendistato: un modello passato che guarda al futuro

di MauroMontante

Circa un mese fa la Corte di Cassazione con sentenza n. 6704 si è pronunciata sull’apprendistato sostenendo che il contratto risulta nullo se manca il #pianoformativoindividuale in forma scritta. Questa sentenza ci dà la possibilità di rilanciare una riflessione su una delle forme di relazione professionale più antiche che ci siano.

L’apprendistato in Italia vive da sempre alterna fortuna a causa delle diverse decisioni dei Governi e dei relativi contributi e vincoli che man mano sono stati attuati. Di certo, ancora oggi, rimane una formula molto importante soprattutto per chi si avvicina al mondo del lavoro per la prima volta.

In Italia, l’ultima grande riforma del lavoro che si occupata dell’apprendistato è stata il Job Act che tutt’ora lo disciplina con gli articoli 41-47 del D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 e che individua tre forme:

  • Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore (art. 43), detto di primo livello.
  • Apprendistato professionalizzante per il conseguimento di una qualificazione attraverso una formazione sul lavoro e un apprendimento tecnico-professionale (art. 44).
  • Apprendistato di alta formazione e ricerca (art. 45).

In tutti questi anni noi consulenti e formatori di SIMKI abbiamo accompagnato decine di aziende nella formazione dei loro apprendisti e riteniamo che, oltre ai vantaggi legati agli sgravi fiscali, l’apprendistato sia una misura che trova propria nella formazione uno dei tratti distintivi più importanti e di pregio.

La formazione nei percorsi di apprendistato, infatti, non guarda solo agli aspetti tecnici/operativi, ma soprattutto a tutti quegli aspetti soft che un lavoratore non sempre avrà l’occasione di approfondire nell’arco della sua carriera professionale: partendo da cosa vuol dire “lavoro”, cosa vuol dire muoversi nel mondo del lavoro e all’interno di un’organizzazione complessa, fino alle capacità di lavorare meglio nei gruppi e alle sfide che riguardano direttamente le capacità relazionali di ciascuno degli apprendisti.

Tutti temi che, in un mondo BANI, si fanno via via sempre più complessi e per i quali i più giovani necessitano di guida e riferimenti che possano aiutarli a leggere contesto, modalità e approcci. Soprattutto in momento storico in cui il rapporto con il lavoro è e sta diventando uno dei focus più importanti per le persone, le aziende e le comunità HR che ci si confrontano tutti i giorni.

Dopo anni di grande sviluppo dei contratti di apprendistato, con la crisi pandemica si è registrata una fortissima contrazione e negli anni successivi, fino ad oggi, si è registrata una lenta ripresa dei contratti come emerge anche dal XXI rapporto di monitoraggio sull’apprendistato realizzato da INPS e INAPP dovuta anche alla scarsa dotazione economica a favore di questa misura.

Possiamo quindi concludere che, pur con la sua lunga storia, l’apprendistato, dal nostro punto di vista, risulta essere ancora una delle forme contrattuali tra le più innovative (il mix lavoro e formazione) e più interessanti per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e per questo bisognerebbe sostenerla e promuoverla maggiormente attraverso formule economiche e promozionali che ne permettano un vero rilancio.

Aprile 2024

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